SLOT – Stretta in Piemonte: 20mila macchinette ora sono fuorilegge

Il Piemonte tira diritto. A diciotto mesi dalla sua approvazione, è diventata operativa la nuova legge che dichiara illegali 20mila slot, rischiando di far saltare il piano del governo che invece vuole circoscrivere la diffusione del gioco d’azzardo attraverso slot e videolottery in maniera meno drastica. Ricordiamo che da sole queste macchine raccolgono il 51% dei 96 miliardi che gli italiani annualmente spendono nel gioco.

La legge regionale contro le slot

I 96 miliardi che gli italiani spendono ogni anno in giochi rappresenta il 4% del PIL. Oltre dieci miliardi finiscono nelle casse dello Stato e circa dieci miliardi in quelle dei gestori. Il resto torna ai giocatori come payout; tra questi giocatori ci sono 800mila malati patologici e per far fronte al problema gli enti locali si muovono.

Le regioni in particolare si sono date da fare e il Piemonte si è distinto tra tutte. Da ieri (20 novembre) in teoria rischiano il sigillo circa 20mila macchinette sparse in un migliaio di comuni piemontesi. Una cifra clamorosa se pensate che in totale sono 29mila le slot nei 1.200 comuni della regione. La maggior parte si trova ovviamente nel capoluogo Torino. Le sanzioni per chi sgarra vanno dai 2mila ai 6mila euro per ogni slot illegale.

Quali sono le slot illegali nello specifico? Di sicuro quelle che si trovano a meno di 300 metri dai luoghi sensibili come scuole, impianti sportivi, istituti religiosi, ospedali, istituti di credito, stazioni, ecc… Addirittura il limite sale a 500 metri se ci troviamo in comuni da più di 5.000 abitanti.

E l’accordo siglato dalle regioni?

Al posto del Piemonte avrebbe potuto esserci la Liguria in prima fila contro le slot, ma il governatore Giovanni Toti ha rinviato di un anno l’entrata in vigore della legge per ridiscuterla con gestori e aziende. Il timore riguarda soprattutto migliaia di posti di lavoro a rischio. Venerdì scorso,a tre giorni dallo scoccare del primo divieto introdotto dalla legge piemontese, il presidente Sergio Chiamparino ha scritto a Mauro Laus, sottoponendogli i problemi sollevati dal sottosegretario Baretta. L’entrata in vigore della legge piemontese contraddice e compromette l’accordo siglato dalle regioni il 7 settembre scorso?

L’accordo prevede che si scenda dalle attuali 407mila macchinette a 264mila entro il 2019. I punti di gioco devono calare invece da 100mila a 55mila. Numeri quasi da dimezzare, insomma. Sono previste inoltre slot più moderne, in grado di riconoscere i maggiorenni grazie alla tessera sanitaria. Il presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, ovvero Mauro Marino del PD, ha commentato così l’incidente diplomatico: “Bella figura! Ho anche dovuto litigare con i colleghi“.

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