CASINÒ – Villa Mimosa diventerà un privé per i giocatori cinesi di Campione

Villa Mimosa diventerà una sorta di super-privé per giocatori d’azzardo cinesi e si chiamerà Dragon Casinò. Il Consiglio comunale ha ceduto infatti la storica dimora in riva al Ceresio al casinò di Campione d’Italia per 5 milioni di euro. Il nuovo  Dragon Casinò dovrebbe diventare operativo il primo gennaio del 2019, una volta ultimati i lavori di ristrutturazione. Non mancano però le polemiche…

Un casinò solo per i giocatori cinesi?

Il feeling tra il casinò di Campione d’Italia e i giocatori asiatici dura da anni. Continuamente partono da via Paolo Sarpi bus diretti nell’exclave, dove da tempo si festeggia il capodanno cinese insieme a quello italiano e russo. I giocatori cinesi sono davvero tanti e, anche se non spetta a loro il record per le puntate più alte, hanno permesso al casinò di Campione di essere primo in Italia e tra i primi in Europa per numero di accessi.

Il fenomeno non poteva passare inosservato e così tra un anno i giocatori cinesi a Campione d’Italia avranno a disposizione un casinò tutto per loro. Si chiamerà Dragon Casinò e avrà sede nella prestigiosa Villa Mimosa che da mesi il Comune tentava di cedere senza successo. Alla fine a farsi avanti è stato il Casinò che in cambio di 5 milioni di euro si è aggiudicato la proprietà della prestigiosa villa affacciata sul lago di Lugano. La villa verrà completamente restaurata in collaborazione con Novomatic, azienda leader nella produzione di slot. L’intervento richiede tempi record: appena dodici mesi, per essere pronti il 1° gennaio del 2019.

Cinque milioni rappresentano una boccata d’ossigeno per l’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Salmoiraghi, alle prese dal giugno scorso del difficile tentativo di salvare i conti di Comune e casa da gioco. Ci guadagnerà anche il casinò che, grazie all’accordo con Novomatic, non spenderà nulla nella ristrutturazione di villa Mimosa, in cambio del 60% degli utili della futura casa da gioco. Sono contenti anche i giocatori cinesi che avranno un posto tutto per loro con ristorante, giochi personalizzati e personale che parla il cinese.

Progetto inaccettabile per la Rsa

A prendere posizione è stata la Rsa del casinò di Campione scrivendo a Bruno Corda, prefetto di Como: “Il progetto è inaccettabile se non addirittura sconcertante nella sua approssimazione. Oltre al costo economico dell’investimento, che sarebbe stato ampiamente sufficiente a pagare tredicesima e interventi di rilancio già richiesti, si ritiene estremamente preoccupante il previsto piano di gestione del nuovo organico con ricadute pesantissime sul personale attualmente impiegato nel casinò. A tutto ciò si vadano ad aggiungere l’utile da dividersi al 40% con chi finanzierà la ristrutturazione e l’inevitabile perdita degli attuali ricavi della casa da gioco provenienti dalla clientela cinese con conseguenti ricadute occupazionali”.

Si vorrebbe evitare anche “una sorta di competizione concorrenziale all’interno di un’entità unica. Come si può rilanciare il casinò più grande d’Europa con i suoi 55.000 metri quadrati costruendone un altro in paese? E la quota del mutuo che ancora grava sulle casse comunali? Come si possono migliorare le condizioni dei lavoratori del casinò, in riduzione da cinque anni, togliendo loro incassi e clientela in favore di una struttura con altri dipendenti? Da anni ormai assistiamo inermi ad una desertificazione preoccupante ed inesorabile delle presenze a tavoli e slot e questa gestione vuole aprire un’altro casinò aperto 24 ore su 24. E’ sufficiente il buonsenso per prevedere che la strada intrapresa è destinata ad affossare definitivamente il casinò di Campione. Non staremo a guardare immobili il consumarsi di questo scempio a danno dei lavoratori e dei cittadini di Campione“.

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