SLOT – Maxi sequestro a Cagliari: indagata coppia di coniugi per bancarotta

Il 55enne Fabio Serri e la moglie 50enne Roberta Lecca erano amministratori occulti di società intestate a prestanome, finite al centro di un maxi sequestro di beni effettuato dagli agenti della Divisione anticrimine della Questura di Cagliari. Tra i beni sequestrati  in base alle norme antimafia ci sono aziende, immobili e conti correnti. C’era infatti una sproporzione tra i redditi dichiarati dai due e i beni di cui erano effettivamente proprietari, anche se intestati a ‘teste di legno’.

Il maxi sequestro di Cagliari

Tra i beni sequestrati a Fabio Serri e Roberta Lecca ci sono due sale bingo. Una di esse è il Bingo Palace di via Calamattia a Pirri, municipalità di Cagliari. Anche il mini casinò Queen Palace di via Amat (nel centro di Cagliari) è stato sequestrato.

L’operazione della Polizia ha colpito duramente i due coniugi e imprenditori, che avrebbero  commesso una serie di delitti finanziari ed economici, tra i quali figurano bancarotta e frodi fiscali. Per questo è scattato il sequestro dal valore di circa 1.000.000 euro.

Sono intervenuti per la precisione gli agenti della divisione anticrimine della questura, in collaborazione con la Squadra amministrativa e la Squadra Mobile, su disposizione della seconda sezione del Tribunale di Cagliari che ha recepito la proposta del questore D’Angelo.

I provvedimenti presi contro la coppia

Gli agenti hanno messo i sigilli alle quote di una decina di società, conti correnti bancari, polizze, esercizi commerciali, autoveicoli e immobili. I due imprenditori sono stati sottoposti all’obbligo di soggiorno a Cagliari. Inoltre si sono visti ritirare i passaporti e sospendere i documenti.

Secondo le indagini degli investigatori dell’Anticrimine coordinati dal dirigente Andrea Fanti, la coppia avrebbe costruito un patrimonio illegale sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. I due avrebbero costruito il patrimonio attraverso attività illecite, con il sospetto di riciclaggio di soldi ottenuti con la sospetta bancarotta e sospetta evasione fiscale.

Per consentire ai circa 100 dipendenti di riprendere il lavoro è stato nominato un amministratore, che nei prossimi giorni farà riaprire le attività coinvolte nell’inchiesta.

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