SCOMMESSE – Due calciatori dell’Under 21 maltese squalificati a vita per match-fixing

Pugno durissimo e verdetto esemplare quello emesso dal Comitato di disciplina dell’Uefa nei confronti di sei giovani giocatori maltesi, accusati di match-fixing nell’ambito di due incontri disputati dalla nazionale Under 21 dell’isola nel girone di qualificazione all’Europeo di categoria 2017. Emanuel Briffa e Kyle Cesare sono stati squalificati a vita, mentre altri quattro compagni di squadra sono stati condannati a pene sospensive che vanno dai 12 ai 24 mesi.

Nel mirino le gare con Montenegro e Rep. Ceca

Briffa, mediano classe ’94 del Floriana, una delle squadre più titolate della repubblica e allenata sino a dicembre dall’ex calciatore italiano Giovanni Tedesco, e Cesare, centrocampista classe ’95 del Pietà Hotspurs, squadra della B maltese, sono stati radiati per “aver agito in modo tale da esercitare un’influenza illecita o indebita sullo svolgimento o sul risultato di una partita per ottenere un vantaggio per sè stessi o una terza parte”. L’inchiesta disciplinare promossa dall’Uefa, a verifica del rispetto delle norme a difesa dell’integrità delle gare, si era concentrata in particolare sugli incontri casalinghi disputati dalla nazionale Under 21 maltese contro il Montenegro (23 marzo 2016) e la Repubblica Ceca (29 marzo 2016). Entrambi i match avevano visto prevalere le formazioni ospiti, i montenegrini per 1-0 e i cechi addirittura con un roboante 7-0.

Gli altri giocatori condannati

Due anni a Samir Arab, difensore del Valletta, un anno e sei mesi a Ryan Camenzuli, centrocampista del Birkirkara, un anno a testa per Llywelyn Cremona e Luke Montebello, entrambi attaccanti del Birkirkara. Queste le pene stabilite per gli altri quattro calciatori coinvolti, sanzionati “per non aver denunciato alla Uefa di essere stati contattati per influenzare in modo illecito una partita”. Sempre secondo l’accusa, tutti e sei i giocatori sarebbero stati avvicinati da alcune persone interessati ad “aggiustare” i risultati delle due partite. Briffa e Cesare si sarebbero prestati fattivamente perché ciò avvenisse sul campo, mentre Arab, Camenzuli, Cremona e Montebello pur senza un ruolo diretto avrebbero taciuto sull’esistenza della combine e sulle intenzioni dei compagni, pur essendone perfettamente a conoscenza.

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