CASINÒ – Cassiere di Sanremo sospeso per un pagamento non conforme

Un cassiere 40enne è stato sospeso dal casinò di Sanremo per aver pagato una vincita alle slot machine in modo non conforme, cioè senza rispettare le norme anti riciclaggio. I fatti sono emersi da un’indagine interna alla casa da gioco. Il cassiere, secondo le norme, deve pagare le somme vinte sopra i 3mila euro con un assegno circolare e non in contanti o con altre fiches. Ora il 40enne ha tempo una settimana per presentare le sue contro deduzioni.

Sospeso un 40enne di Sanremo

Un cassiere del casinò di Sanremo è stato sospeso dal suo lavoro per una violazione delle norme anti riciclaggio. Un’indagine interna alla casa da gioco, che rivela evidentemente l’efficacia dei sistemi di controllo, ha portato al procedimento disciplinare nei confronti del dipendente. I fatti risalgono all’intensa settimana festivaliera. Il riserbo sulla vicenda da parte del casinò è assoluto ma la voce della sospensione si è diffusa comunque rapidamente in città. Il dipendente ha una settimana di tempo per presentare le sue contro-deduzioni alle contestazioni del casinò che hanno portato all’allontanamento del 40enne dal posto di lavoro. È stata avviata una procedura che potrebbe portare a una sanzione ma anche a un demansionamento, essendo venuto meno il rapporto di fiducia.

Cosa è accaduto di preciso? Il cassiere ha pagato una vincita ottenuta alle slot machine in modo non conforme: ha effettuato un pagamento oltre la soglia prevista dalle norme anti riciclaggio. Il regolamento prevede infatti che le vincite oltre i 3mila euro non possano essere liquidate in contanti o con corrispettivi in fiche, ma che la vincita di un giocatore venga consegnata attraverso un assegno circolare (emesso dal casinò a nome esclusivo del destinatario).

Perché il cassiere non ha emesso un assegno?

Ciò invece non si è verificato. Il cassiere, nonostante la normativa sia molto nota, potrebbe essersi sbagliato a causa della confusione per il grande afflusso di clienti. L’alternativa è che possa aver ceduto a una richiesta insistente del cliente.

In tutta questa procedura non c’è nulla comunque di rilevanza penale; riguarda solo la sfera lavorativa. I riscontri sono incrociati: ad ogni ticket di vincita oltre i 3mila euro deve corrispondere l’emissione di un assegno circolare. Rilevata l’anomalia il casinò ha svolto approfondimenti e ha individuato in tempi brevi dove e come è avvenuto il pagamento.

Ma perché un cliente non dovrebbe volere un assegno circolare? I motivi possono essere vari. Qualcuno magari non vuol far sapere alla banca di una trasferta al casinò. Altri vogliono avere del cash da giocare subito. Tenete conto inoltre che la procedura prevede la segnalazione delle vincite, le quali arrivano anche all’Agenzia delle entrate attraverso un iter informatizzato. Chi è in difficoltà economiche forse non vuole far sapere di essere il cliente di un casinò.

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