SCOMMESSE – Le quote per le prossime elezioni politiche italiane

Manca poco ormai alle elezioni politiche di marzo che decideranno le sorti del nostro Paese. Volete sapere chi vincerà? Se non vi fidate dei sondaggi, potete dare un’occhiata alle quote offerte dai bookmakers. Qualcuno storcerà il naso, ma forse è meglio basarsi proprio su chi punta i propri soldi su una convinzione… Una cosa è certa: al momento regna l’incertezza anche se il Movimento 5 Stelle sembra prevalere.

Le quote per le elezioni

Sono i bookmaker inglesi soprattutto a proporre quote per scommettere sulle elezioni italiane. Spiccano in particolare le quote di Ladbrokes sul numero di seggi alla Camera dei deputati. Il M5s lì è quotato 1.29 e dunque è nettamente favorito! Segue il PD a quota 3.50, poi  Forza Italia a 21,00 e Lega a 26,00.

Se non siete pratici di scommesse, ciò significa che chi punta 10 euro sul M5s vincerà solamente 12,90 euro (2,90 euro netti)… Puntando 10 euro su Salvini se ne vincono 260 (250 netti).

Quando i sondaggi non saranno disponibili, occorrerà basarsi su queste quote per capire in che direzione stiamo andando. Del resto l’Inghilterra è la patria delle scommesse e là da sempre accettano scommesse su tutto.

A proposito di sondaggi, Sky riferisce che il M5s è anche il primo partito tra i giovani, quelli che voteranno per la prima volta. Solo il centrodestra coalizzato sembra in grado al momento di arginare il Movimento.

Il sistema di voto

Le elezioni politiche italiane del 2018 per il rinnovo dei due rami del Parlamento, il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati, si terranno in un unico giorno: domenica 4 marzo. Esse seguono lo scioglimento delle Camere, avvenuto per decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 28 dicembre 2017, con un breve anticipo rispetto alla conclusione naturale della XVII legislatura.

Si voterà per l’elezione dei 630 deputati e dei 315 senatori elettivi della XVIII legislatura. Il voto sarà regolamentato dalla legge elettorale italiana del 2017, soprannominata Rosatellum bis, che troverà la sua prima applicazione. Nella stessa data si svolgeranno anche le elezioni regionali nel Lazio e nella Lombardia.

Complessivamente, nelle ventinove circoscrizioni per il rinnovo della Camera e nelle ventuno per il rinnovo del Senato, sono stati ammessi i candidati di quarantuno liste e due coalizioni.

Le elezioni si terranno con il sistema introdotto dalla legge n. 165 del 3 novembre 2017 (comunemente nota come Rosatellum, dal nome del suo ideatore Ettore Rosato). L’impianto della legge, identico a meno di dettagli alla Camera e al Senato, si configura come un sistema elettorale misto a separazione completa.

Per entrambe le Camere:

  • il 37% dei seggi (232 alla Camera e 116 al Senato) è assegnato con un sistema maggioritario a turno unico in altrettanti collegi uninominali: in ciascun collegio è eletto il candidato più votato, secondo un sistema noto come first-past-the-post;
  • il 61% dei seggi (rispettivamente 386 e 193) sono ripartiti proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che abbiano superato le previste soglie di sbarramento nazionali; il riparto dei seggi è effettuato a livello nazionale per la Camera e a livello regionale per il Senato; a tale scopo sono istituiti collegi plurinominali nei quali le liste si presentano sotto forma di listini bloccati di candidati;
  • il 2% dei seggi (12 deputati e 6 senatori) è destinato al voto per corrispondenza degli italiani residenti all’estero e viene assegnato con un sistema proporzionale.

Lascia un Commento