LEGGE, la Lega Nord torna all’attacco dopo 10 anni: “No al poker nei circoli”

In queste ore sembra sempre più probabile un governo formato da Movimento 5 Stelle e Lega Nord e si scopre che il partito di Matteo Salvini ha presentato in Senato nei giorni scorsi un disegno di legge sul gaming (e sul poker) firmato da Erika Stefani: “Misure di contrasto al fenomeno della ludopatia e razionalizzazione dei punti di rivendita di gioco pubblico” .

lega contro il poker

Ecco il disegno di legge della Lega Nord

L’iniziativa della senatrice Stefani sta assumendo sempre più rilevanza, considerando che la Lega si appresta a diventare una importante forza di Governo.

Nel testo del disegno legge, pubblicato già da varie testate specializzate, si legge in particolare nel comma 2 dell’articolo 6: “Il gioco del poker con vincita in denaro, in tutte le sue varianti, non è ammesso all’interno dei circoli privati“.

Insomma sembra di essere tornati indietro di dieci anni, ai tempi della famosa circolare di Maroni (allora ministro degli Interni) che provò a bloccare i circoli di poker in tutta la penisola italica, senza però riuscirci del tutto come sappiamo. Tuttora esistono tanti posti, lontano dai casinò, dove si organizzano tornei con ricchissimi montepremi e non solo.

Ritornando al disegno di legge della Lega, il comma 3 è sulla stessa linea del comma 2: “È vietato installare apparecchi di intrattenimento di cui all’articolo 110, comma 6, del Tulps, presso i circoli privati“.

La tribolata storia del poker live in Italia

Possiamo constatare come la Lega abbia di nuovo dichiarato guerra al poker. Nel frattempo, in mancanza di un decreto attuativo alla legge del 2009, i circoli sono stati disciplinati dalla giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione che ha in pratica legittimato l’organizzazione di tornei freezeout (senza re-buy) a buy-in bassi.

Nel 2009 il governo Berlusconi provò a disciplinare il settore del poker live con la legge n.88/2009 (articolo 24, comma 27). Articolo rafforzato nel 2011 da Giulio Tremonti, ex Ministro dell’Economia che diede il via ad un bando di gara per l’assegnazione di mille concessioni. La successiva crisi di Governo raffreddò tuttavia il progetto e il decreto attuativo del testo voluto da Tremonti è rimasto sempre in stallo ai Monopoli di Stato.

Il Ministero dell’Economia forse ha fatto qualche calcolo: nel caso venissero attivate 500 sale da poker dal vivo, l’Erario incasserebbe circa 80 milioni di euro nel primo anno!

Ora però il settore del poker è nelle mani della Lega di Salvini, che ha riscosso grandissimo successo nelle ultime elezioni in Italia… Anche il Movimento 5 Stelle è molto sensibile al tema del gioco e dunque si teme davvero un nuovo stop al poker possa verificarsi.

Lascia un Commento