Altri guai a Campione: indagati il sindaco e l’amministratore unico

La situazione si fa sempre più delicata a Campione d’Italia, anche se il casinò ci tiene a smentire le fake news precisando che le sue sale sono sempre aperte. Intanto però è avvenuto un altro blitz dei finanzieri e ora sono indagati per concorso in bancarotta fraudolenta il sindaco Roberto Salmoiraghi, l’amministratore unico Marco Ambrosini e due funzionari della Bps.

Casinò Campione

Indagati il sindaco e l’amministratore unico

La Procura di Como ha pronta una nuova accusa per bancarotta preferenziale che investe i vertici della casa da gioco, gravata da debiti per 90 milioni di euro, ed il Municipio di Campione D’Italia, a sua volta vicino al crac sull’onda lunga della voragine del casinò.

La nuova indagine è relativa a circa 3.000.000€ che sarebbero stati presi in prestito dalla banca e che, invece di essere destinati ad investimenti, sono finiti a loro volta inghiottiti nella spirale di debiti.

Quattro gli avvisi di garanzia: gli indagati sono Marco Ambrosini (amministratore unico del casinò dal 28 giugno), Roberto Salmoiraghi (sindaco coinvolto in qualità di rappresentante del socio unico) e due funzionari della Banca popolare di Sondrio, in concorso fra loro. I due funzionari sono Domenico Ramanzina, direttore della filiale di Campione, e Fulvio Maxenti, responsabile dell’ufficio affidamenti.

Gestione preferenziale del denaro a Campione?

La banca aveva concesso al casinò un mutuo da circa 3 milioni, che avrebbe dovuto essere usato per il progetto di Villa Mimosa, edificio comunale da mettere a disposizione della casa da gioco e riservato in particolare ai facoltosi clienti orientali.

Invece 2 milioni e 600mila euro sono stati versati al Comune come acconto sui versamenti obbligatori fortemente in ritardo, mentre il resto della somma sarebbe tornata indietro alla banca come pagamento della rata del mutuo.

Circa 300mila euro sarebbero tornati alla banca, come pagamento di una rata del mutuo. In questo modo si sarebbe generata una ‘gestione preferenziale’ del denaro, da parte di una società sull’orlo del fallimento.

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