Crisi profonda a Campione: il comune fa crac e aspetta un commissario

A un anno dalla sua elezione il sindaco Roberto Salmoiraghi si è trovato probabilmente a dover prendere la decisione più difficile: dichiarare il dissesto finanziario del Comune di Campione d’Italia. Le avvisaglie c’erano già da tempo: la crisi del Casinò ha impedito di chiudere il bilancio e già nell’ultimo consiglio comunale, una settimana fa, si era annunciato il tentativo disperato di salvare i conti e dichiare default.

Casinò Campione

La crisi profonda di Campione e del suo casinò

Il momento è arrivato. Ieri in municipio la maggioranza votato per l’impossibilità di andare avanti dal punto di vista contabile e ci si prepara dunque per l’arrivo di un commissario che non sarà nominato dal prefetto, visto lo status speciale dell’exclave, ma direttamente dal Ministero dell’Interno.

Il sindaco Salmoiraghi ha ammesso: “Non abbiamo più un euro o un franco in cassa. Andare avanti così è impossibile. In questi mesi le abbiamo provate tutte, adesso è giunto il momento di chiedere aiuto a chi per cinquant’anni abbiamo beneficiato: Stato, Provincia di Como e tanti Comuni in Italia. Il commissario si occuperà del pregresso, ma l’amministrazione spetta a noi. Il mio compito sarà metterlo in guardia da scelte troppo drastiche“.

La dichiarazione di dissesto congelerà la scadenza del bilancio, mettendo in moto una procedura diversa. Verrà chiesto al Comune di contribuire al suo risanamento attraverso l’adozione di provvedimenti eccezionali. Andrà approvato un nuovo bilancio, basato principalmente sul’elevazione delle proprie entrate al livello massimo consentito dalla legge; vale a dire che tutte le tasse comunali (Imu, addizionale comunale, tassa rifiuti) saranno aumentate il più possibile fino ad arrivare al tetto massimo consentito dalla legge, basato, inoltre, sul contrasto all’evasione e sul contenimento di tutte le voci di spesa.

A rischio i dipendenti e le proprietà comunali

Cosa vuol dire spese comunali? Significa innanzitutto personale, e la legge prevede che gli impiegati comunali debbano essere nella misura di 1 ogni 93 abitanti. E proprio i 103 dipendenti, senza stipendio dallo scorso febbraio, sono quelli a rischiare di più. Il Comune infatti conta poco meno di duemila abitanti e per mandarlo avanti non servono più di 25 dipendenti, stando ai termini di legge. Tutti gli altri rischiano di essere posti in mobilità come esuberi.

Il Comune è inoltre tenuto a contribuire all’onere della liquidazione in particolare con l’alienazione del patrimonio disponibile non strettamente necessario all’esercizio delle funzioni istituzionali. Cosa che a Campione da tempo sono già pronti a fare con l’alienazione, già prevista, degli oltre cento appartamenti di proprietà comunale e di alcuni terreni edificabili, oltre a Villa Mimosa, che fino a sei mesi fa doveva trasformarsi in una casa da gioco riservata al pubblico cinese proprio di fronte al Casinò e invece ora servirà probabilmente a pagare i debiti.

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