Casinò di Sanremo, incassi a picco dopo la tragedia del ponte Morandi

Dal 14 agosto (giorno della tragedia del ponte Morandi a Genova) allo scorso fine settimana, il Casinò di Sanremo ha perso tra i 250 e i 300mila euro, rispetto allo stesso periodo del 2017. Il dato conferma la gravità dell’episodio di cronaca che ha causato 43 vittime e messo in ginocchio l’economia locale in Liguria. Si cerca dunque di correre ai ripari.

casinò sanremo

Il casinò di Sanremo corre ai ripari

Per evitare un’ulteriore emorragia legata alle difficoltà di collegamento con Genova, il casinò di Sanremo ha deciso di dirortare i clienti abituali dal ‘Cristoforo Colombo’ di Genova all’aeroporto di Nizza, per poi accompagnarli a Sanremo.

Il numero di voli su Nizza è però inferiore rispetto a Genova, in particolare da Centro e Sud Italia, come precisa Il Secolo XIX. Perciò è impossibile per il casinò sanremese continuare a operare nello stesso modo di prima.

Le perdite saranno per forza ingenti anche nelle prossime settimane. Si parla di un periodo necessario di 8 mesi per costruire un nuove ponte in acciaio a Genova. Austrade ha presentato un piano da 500.000.000€ per realizzarlo.

L’inchiesta sul crollo del ponte va avanti

Nel frattempo l’inchiesta sulla tragedia genovese si avvicina a un punto di svolta. Secondo il Corriere della Sera lo si comprende anche dall’ok arrivato per la rimozione completa (e rapida) delle macerie, segno che quello che doveva essere analizzato è ormai nelle mani della Procura.

Gli investigatori hanno sequestrato documentazione negli uffici di Autostrade. Un sequestro «presso terzi», visto che i magistrati hanno ribadito che non ci sono ancora indagati. Gli inquirenti hanno pure chiesto all’Arpal una verifica su meteo e fulmini nel giorno della tragedia, per analizzare anche le ipotesi più residuali.

Intanto il pool di magistrati sta analizzando la procedura del progetto di «retrofitting» del viadotto «approvata» per il ministero dal provveditore Roberto Ferrazza e dall’ingegnere Antonio Brencich, oggi membri della commissione d’inchiesta del Mit che potrebbero essere sentiti.

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