I dipendenti del casinò di Campione protestano al Pirellone di Milano

Circa un centinaio di dipendenti del casinò di Campione d’Italia si sono radunati in presidio davanti al grattacielo Pirelli a Milano per protestare contro la chiusura della loro casa da gioco, la cui società è stata dichiarata fallita la scorsa settimana. Il casinò ora è chiuso e non si sa quando potrebbe riaprire. Il presidente Fermi ha espresso solidarietà ai lavoratori che da mesi non ricevono lo stipendio.

Casinò Campione

Presidio al Pirellone dei dipendenti di Campione

Giovane Fagone della segreteria Cgil di Como ha spiegato: “Siamo qui per manifestare il forte disagio di Campione dopo il fallimento e la chiusura del casinò, che porta a 500 licenziamenti oltre a un danno per tutta comunità. Chiederemo alla Regione un intervento per fare riaprire la casa da gioco e garanzie dei livelli di occupazione e delle condizione salariali attuali“.

Angelo Cassani, segretario regionale di Libersind Confsal, ha aggiunto: “Il casinò garantisce reddito alla comunità e deve essere riaperto nel più breve tempo possibile“. Le proteste dunque vanno avanti ma bisogna essere davvero ottimisti per pensare a un esito positivo dopo tutto quello che è successo…

Qualcuno nel frattempo esulta, contento per la chiusura di una delle quattro case da gioco italiane. Il gioco d’azzardo in questo momento storico non è ben visto, anche per la propaganda del Movimento 5 Stelle che è al governo.

Solidarietà del Consiglio ai lavoratori senza stipendio

Il consiglio Regionale della Lombardia ha espresso intanto solidarietà ai lavoratori (che da sette mesi non ricevono lo stipendio) e una loro delegazione è stata ricevuta dal Presidente Alessandro Fermi con il presidente della Commissione Attività Produttive Gianmarco Senna.

Il consiglio ha chiesto l’intervento del ministero del tesoro e del Viminale, evidenziando come la vera partita si giocherà a Roma.

Fermi, presidente del Consiglio regionale, ha infatti detto: “Come istituzione regionale solleciteremo il Ministero dell’Interno e il Ministero delle Finanze perché prendano i necessari provvedimenti, consapevoli che più si allungano i tempi, più l’utenza inevitabilmente si indirizzerà stabilmente su altre strutture da gioco a danno di Campione“.

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