SLOT FREE, la regione Emilia-Romagna premia 30 Comuni con 300.000€

Trecentomila euro per combattere la ludopatia. Fa sul serio la Regione Emilia-Romagna che con la campagna Slot Free ha deciso di premiare le attività commerciali che dicono no alle macchinette. Il premio in denaro è stato incrementato da 150 a 300mila euro da distribuire ai progetti di 30 Comuni e Unioni in tutta la regione. La piaga del gioco d’azzardo del resto interessa uomini e donne di ogni età. La campagna vuole ridurre l’impatto e le ricadute sulla collettività in termini di costi, sicurezza e legalità.

C’è anche Bologna tra i Comuni premiati dai fondi

Bologna, Medicina, San Lazzaro di Savena, Bentivoglio, San Giorgio di Piano e Unione dei Comuni Valle del Reno Lavino Samoggia riceveranno dalla Regione dei fondi per premiare gli esercizi commerciali liberi da slot machine.

I Comuni hanno presentato dei progetti che rientrano tra i 30 scelti dalla giunta regionale, impegnata a sostenere gli enti locali per iniziative a supporto degli esercenti che aderiscono al marchio ‘Slot free ER’. L’obiettivo è il contrasto dei fenomeni di dipendenza dal gioco d’azzardo e la riduzione dell’impatto e delle ricadute sulla collettività in termini di costi, sicurezza e legalità.

L’assessore regionale Andrea Corsini dichiara: “Come avevamo promesso lo scorso anno abbiamo raddoppiato i fondi da 150mila a 300mila euro, per premiare gli esercenti‘virtuosi e responsabili che hanno deciso di dire no alle slot. Il risultato ci soddisfa e ci spinge a intensificare la lotta al gioco d’azzardo patologico con un impegno trasversale e il buon lavoro di squadra, grazie alla collaborazione dei Comuni che hanno aderito al bando regionale, tra pubblico e privato. Siamo convinti che sia la risposta giusta per contrastare quella che ormai è diventata una vera e propria piaga sociale“.

I 300mila euro stanziati dalla Regione saranno spalmati, come dicevamo, tra 30 progetti scelti in tutta l’Emilia Romagna. Tutti gli esercizi commerciali possono aderire a Slot free ER tramite i Comuni cui la Regione ha delegato il rilascio del marchio.

In particolare sono interessate quelle attività commerciali che non ospitano apparecchi da gioco per vincite in denaro (slot/awp), le attività che non hanno mai avviato le procedure per installare apparecchi da gioco che consentono vincite in denaro, oppure attività già in possesso dell’autorizzazione ma che scelgono di non attivare la procedura di collegamento telematico attraverso AAMS  e di conseguenza di non installare apparecchi da gioco. Oppure tutte le attività che abbiano disinstallato gli apparecchi, o che non ospitino al proprio interno i cosiddetti totem telematici per il collegamento ai siti internet di gioco che permettono vincite in denaro.

Sant’Ilario in prima fila contro le slot nel reggiano

Anche nel reggiano sono sei i Comuni interessati dai premi slot-free: sono Correggio, Casalgrande, Albinea, Campagnola, Gattatico e Sant’Ilario. In particolare proprio il Comune della Val D’Enza già da tre anni riconosce a certi esercizi anche sconti di circa 200 euro sulla tassa dei rifiuti.

Fosco Garavelli, titolare del bar Da Fosco a Sant’Ilario, racconta a una testata locale: “Negli anni ’90 mi avevano proposto queste macchinette e ne avevo messa una. Dopo due giorni l’ho tirata via perché ho visto una persona che si era incarognita a giocare e mi faceva quasi pena e compassione. Visto che il responsabile sono io il concetto delle macchinette qui è stato abolito“.

Sonia Robuschi, assessore comunale alle attività produttive, aggiunge: “Noi già da anni stanziamo una quota per abbattere la tassa dei rifiuti per chi dismette o chi non ha le macchinette, ma puntiamo molto anche sulla formazione“.

Il sindaco Marcello Moretti conclude: “Il Comune già dall’adozione del Psc ha limitato fortemente l’insediamento di macchinette o locali che consentono il gioco d’azzardo. La scelta non è certo competitiva dal punto di vista economico ma è sicuramente, per chi ha una certa etica, un giusto riconoscimento“.

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