Casinò, audizione Federgioco su divieto pubblicità imposto dal Decreto Dignità

Una delegazione di Federgioco, tra cui il Presidente Olmo Romeo e il vicepresidente Maurizio Salvalaio, ha incontrato ieri Agcom per approfondire e cercare di comprendere lo spettro di azione applicativo del Decreto Dignità.

casino decreto dignità federgioco agcom

L’audizione di Federgioco all’AGCOM

Sono state esposte tutte le problematiche delle case da gioco, ponendo l’attenzione sulle potenzialità strategiche e caratterizzanti delle stesse in relazione alle aree di influenza. Si è ribadito come i casinò italiani siano basilari dal punto di vista turistico, per le ricadute occupazionali ma anche per i tanti eventi creati che sostengono l’attività ricettiva dei rispetti bacini.

Precisa il Presidente di Federgioco: “Agcom si è dimostrato un interlocutore attento e preparato. Siamo fiduciosi di addivenire ad un chiarimento costruttivo sulla norma limitativa degli ambiti promozionali delle case da gioco“.

Il Decreto 87/2018, meglio conosciuto come “Decreto Dignità” prevede i divieto di qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse manifestazioni sportive, culturali o artistiche, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet, penalizzando fortemente non solo i casinò italiani ma anche i territori, su cui incidono.

Cos’è l’AGCOM?

L’AGCOM è l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Si tratta di un’Autorità amministrativa indipendente di regolazione e garanzia, con sede principale a Napoli e sede secondaria operativa a Roma. L’AGCOM è stata istituita con la legge Maccanico (1997), alla quale è affidato il duplice compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare il pluralismo e le libertà fondamentali dei cittadini nel settore delle telecomunicazioni, dell’editoria, dei mezzi di comunicazione di massa e delle poste in analogia all’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) e all’Autorità di regolazione dei trasporti (ART).

I quattro commissari dell’Autorità sono eletti per metà dalla Camera dei deputati e per metà dal Senato della Repubblica mentre il presidente è proposto direttamente dal presidente del Consiglio d’intesa col ministro dello Sviluppo economico, come stabilito dalla legge Maccanico. Dopo tali scelte, le investiture definitive vengono conferite dal presidente della Repubblica. Il collegio resta in carica per sette anni.

Il presidente in carica è Angelo Marcello Cardani. Alla Commissione per le infrastrutture e le reti abbiamo Antonio Nicita e Mario Morcellini; alla Commissione per i servizi e i prodotti ci sono Antonio Martusciello e Francesco Posteraro.

Lascia un Commento