Poker, dopo un anno nessuna criticità nella liquidità internazionale

Il via alle partite condivise di poker online tra Francia, Spagna e Portogallo risale al mese di gennaio dello scorso anno e in questi dodici mesi non ha mostrato «criticità sostanziali» nella protezione dei consumatori o nello sviluppo dell’offerta di gioco. Questo almeno sostengono le tre nazioni citate, invitando altri protagonisti a unirsi a loro.

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Nessuna criticità nella liquidità condivisa

Questo almeno è quanto si legge in una nota congiunta delle tre autorità di gioco dei Paesi, che avevano sottoscritto a Roma, nel luglio del 2017, l’accordo per il “pool poker”. L’Italia era stata tra i primi firmatari dell’intesa ma aveva poi fatto un passo indietro, a seguito della pressione di operatori nazionali e rappresentanti politici, condivisa alla fine anche dal ministero dell’Economia.

Una brutta figura internazionale che emerge anche dal comunicato dei regolatori esteri che invece hanno scelto di far partire il poker. Dopo un anno di partite in comune, le autorità di Francia, Portogallo e Spagna rilevano infatti che «è possibile implementare un sistema condiviso di liquidità tra giurisdizioni con un livello di protezione equivalente, con il risultato di migliorare l’esperienza dei consumatori senza compromettere la loro tutela».

Pronti a cooperare per ulteriori sviluppi

I tre paesi per «favorire ulteriori sviluppi» sono pronte a cooperare con altri partner dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo interessati a entrare nell’accordo di condivisione delle partite di poker. I dati sul primo anno di poker online a liquidità condivisa saranno illustrati a Londra, il prossimo 4 febbraio, nel corso dell’Ice, l’evento dedicato all’industria del gioco europea.

È logico pensare che tra i primi partner indiziati dell’UE ci sia ovviamente l’Italia, nonostante il progetto da noi sia finito nel nulla un anno fa. I nostri giocatori possono consolarsi nel frattempo con un ‘punto it’ che ha dimensioni decisamente accettabili se confrontate con quelle di altri Paesi chiusi ben più piccoli. Chiaro che un anno e mezzo fa gli scenari erano molto diversi…

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