200 giorni senza casinò a Campione d’Italia: “Siamo frustrati e disperati”

Lo scorso 27 luglio il casinò di Campione d’Italia è stato dichiarato fallito e sono stati apposti i sigilli del Tribunale di Como al suo ingresso. L’11 febbraio sono trascorsi dunque 200 giorni, ma per gli abitanti dell’enclave la situazione non è mai cambiata e sembra che una soluzione non sia così vicina.

Casinò chiuso da 200 giorni a Campione

Si chiama Salviamo Campione la pagina Facebook che a inizio settimana ha scritto: “Sembra ieri per noi che siamo qua dal primo giorno. Noi che abbiamo protestato. Lottato. Cercato di difendere i nostri diritti. Noi che non abbiamo mai perso la speranza. Noi che anche nei momenti bui ci siamo dati manforte l’uno con l’altro e non abbiamo mai mollato. Noi che siamo ancora qua. Nonostante tutto. Come dice l’unico striscione rimasto in paese: UNITI X LA STESSA CAUSA. Perché è così che dovrebbe essere. Se si aspetta ancora poco, si rischia di non trovare più una comunità campionese da salvare. SALVIAMO CAMPIONE“.

I dipendenti comunali e gli ex dipendenti della casa da gioco si sono ritrovati senza uno stipendio e ufficialmente non conosciamo ancora il nome del commissario straordinario che dovrebbe far ripartire il Casinò. Anche se negli ultimi giorni si è parlato di un alto dirigente ministeriale, grande esperto di politica economica, residente a Roma e ora in pensione. I soci dovranno essere tutti pubblici. Fra questi potrebbero esserci anche la Regione Lombardia con un ruolo di primo piano. Lo Statuto della società dovrà poi essere approvato dai Ministeri dell’Interno e dell’Economia e Finanza.

I sindacati scrivono: “Lavoratori disperati”

Le organizzazioni sindacali nel frattempo hanno scritto al premier Giuseppe Conte e ai vice premier, chiedendo “un incontro urgentissimo al fine di ottenere spiegazioni sulle reali intenzioni e prospettive future che l’attuale governo intende adottare per la Comunità di Campione d’Italia.

La nomina del commissario non risulta ancora essere stata effettuata. Il susseguirsi di giorno in giorno di notizie circa l’imminente nomina, poi sistematicamente disattesa, non fa che accrescere il senso di frustrazione e disperazione tra i lavoratori. La situazione si presenta intollerabile e sempre più difficile da sostenere, con un acuirsi sempre maggiore di forti situazione di indigenza all’interno dell’intera comunità Campionese“.

Una buona notizia forse c’è in tutto questo: si parla di un attivo del Casinò di Campione di 171 milioni di euro. Si tratterebbe del diritto di usufrutto dell’edificio progettato da Mario Botta, un diritto che si estenderebbe oltre il 2040.

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