Partite IVA: nel 2018 -25% di aperture nel settore gaming

Nel corso del 2018 sono state aperte circa 512.800 nuove partite Iva e in confronto all’anno precedente si è registrata una sostanziale stabilità (-0,5%). A ottobre sono state 73, a novembre 63 e a dicembre 51 le nuove attività connesse al settore delle lotterie, scommesse e case da gioco che hanno preso il via in Italia.

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-25% di aperture nel 2018

Secondo i dati del Ministero dell’Economia e Finanze, il numero di nuove aperture tra ottobre e novembre dell’ultimo trimestre del 2018 ha visto riduzioni che vanno dal -30 al 35% rispetto allo stesso periodo di riferimento del 2017, mentre dicembre ha registrato una crescita del 13% rispetto alle aperture di dicembre 2017.

Come riporta il quotidiano PressGiochi, nel complesso dell’anno sono state avviate nel settore del gaming meno di 900 nuove attività con partita Iva. Pensare che nel 2017 erano ben 1200 le nuove partite Iva aperte nel settore.

A livello generale, il 70,2% delle attività è stato aperto da persone fisiche, il 24% da società di capitali e il 4,4% da società di persone. È quanto emerge dalla lettura dei dati relativi all’Osservatorio sulle partite Iva, pubblicati sul sito del dipartimento delle Finanze.

Rispetto ai dati del 2017 tutte le principali forme giuridiche mostrano una flessione di avviamenti: minima per le società di capitali e le persone fisiche, più decisa per le società di persone (-9,4%). È da evidenziare, inoltre, un incremento sostanzioso di partite Iva avviate da soggetti non residenti (+75,2%), riguardante in particolare l’attività di commercio elettronico.

Ripartizione territoriale

La distribuzione delle nuove aperture sul territorio nazionale è la seguente: 43% al Nord; 22,1% al Centro; 34,6% al Sud ed Isole.

Dal confronto con l’anno precedente emerge che le maggiori percentuali di avviamenti si sono registrati in Lombardia (+2,1%), in provincia di Bolzano (+2%) e in Calabria (+1,8%), mentre le flessioni più significative riguardano Basilicata (-6,8%), Umbria (-6,7%) e Marche (-6,6%).

Settore produttivo

In questa ripartizione risulta evidente che il commercio continua a registrare il maggior numero di aperture di partite Iva (il 20,6% del totale), seguito dalle attività professionali (15,4%) e dall’agricoltura (10,8%).
Analizzando i dati rispetto a quelli dello scorso anno nei settori principali, si rilevano aumenti di aperture per l’istruzione (+9,8%), servizi di informazione (+4,4%) e attività professionali (+4,3%); risultano, invece, in calo maggiormente il settore dell’alloggio e ristorazione (-6%), il settore dei trasporti (-5%) e quello delle attività manifatturiere (-2,9%).

Persone fisiche

La ripartizione per sesso nell’ambito delle persone fisiche è pressoché stabile con il 61,6% di aperture operate da maschi; i giovani fino a 35 anni hanno aperto il 46,8% delle nuove partite, coloro che hanno un’età compresa tra 36 e 50 anni hanno dato corso al 32,6% dei nuovi avviamenti. Il confronto con l’anno 2017 mostra un calo di aperture solo per la classe 36-50 anni (-2,6%), mentre l’aumento maggiore riguarda la classe più anziana (+3,6%).

La distribuzione delle nuove aperture di partite Iva sulla base del Paese di nascita evidenzia che circa il 17% degli avvianti è nato all’estero.

Nel 2018, i soggetti che hanno aderito al regime forfetario sono stati 195.559, con un aumento del 6% in confronto al 2017; queste adesioni rappresentano il 38,1% del totale delle nuove aperture di partita Iva.

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