Procura di Come chiede di nuovo fallimento del Casinò di Campione

La Procura di Como, a firma del pubblico ministero Pasquale Addesso e del procuratore capo Nicola Piacente, ha presentato alla prima sezione civile fallimentare del Tribunale di Como una nuova richiesta di fallimento della società Casinò di Campione Spa.

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La Procura: “Il casinò di Campione deve fallire”

Non c’è pace per il casinò di Campione e i colpi di scena non mancano. È stata fissata per il prossimo 13 maggio l’udienza in cui verrà discussa la nuova richiesta di fallimento della Procura di Como, di fronte a un collegio composto dalla presidente Paola Parlati e dai giudici Marco Mancini e Alessandro Petronzi.

La notizia apre un nuovo capitolo di una vicenda complessa. Tutto è iniziato nel luglio del 2018 con la prima richiesta di fallimento. In attesa di una eventuale impugnazione dei curatori di fronte alla Cassazione, la Procura di Como ha deciso di reiterare l’istanza già formulata la scorsa estate per chiedere nuovamente il fallimento del casinò. E nel mettere nero su bianco la richiesta («riportandosi integralmente alla richiesta presentata in data 9 gennaio 2018»), ha riepilogato lo stato di insolvenza, che è ulteriormente lievitato.

Debiti raddoppiati: il passivo è di 175 milioni

Numeri impressionanti, da cui si desume «l’esistenza di debiti scaduti liquidi ed esigibili pari a complessivi 175.884.040 euro». Una cifra che esce dalla somma dei creditori insinuati alla data del 28 gennaio 2019 (pari a 81.995.069,55 euro) cui vanno aggiunte le insinuazioni tardive proposte fino alla data del 1° marzo 2019 (ulteriori 93.888.970,45 euro). Perentoria la chiosa della Procura lariana nel chiedere il nuovo fallimento: «Alla data odierna è configurabile un grave stato di insolvenza» definito «ben più consistente» della situazione debitoria calcolata alla data di presentazione della prima istanza di fallimento. Scrivono ancora il procuratore capo di Como, Nicola Piacente, e il pubblico ministero Pasquale Addesso: «La possibile riapertura della casa da gioco non appare una ipotesi percorribile» anche perché «l’attività di esercizio del gioco d’azzardo è allo stato cessata».
E inoltre «il socio unico della Spa, e cioè il Comune di Campione d’Italia (a oggi gestito da un commissario governativo), ha dichiarato lo stato di dissesto finanziario dell’Ente».

Nella nuova richiesta di fallimento della società Casinò di Campione Spa, viene anche sottolineato il punto cardine su cui era ruotata la vicenda nella scorsa estate, ovvero «l’assoggettabilità a fallimento» della società «ribadita dalla Corte d’Appello di Milano» nella sua sentenza dell’11 marzo 2019.

Insomma, dopo il turbolento passaggio sotto la “Madonnina”, la vicenda torna sul tavolo del Tribunale fallimentare di Como. I curatori fallimentari avranno tempo fino alla metà di aprile per decidere se chiedere l’intervento della Cassazione in merito alla nullità del primo fallimento. Senza contare poi che lo stato passivo (oggi a 175 milioni di euro) potrebbe ulteriormente lievitare.

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