Rapina al casinò, condannati a sette anni due comaschi con precedenti

Sono arrivate pesanti condanne, nonostante il rito abbreviato che ha ridotto la pena di un terzo, per i due comaschi (con precedenti) considerati gli organizzatori della rapina del 28 marzo 2018 al casinò municipale di Campione d’Italia, ora chiuso per fallimento.

Casinò Campione

Sette anni a Robustelli e Matteri

La sentenza è stata pronunciata ieri alle 18:00 dal giudice delle udienze preliminari Laura De Gregorio del Tribunale di Como: sette anni e quattro mesi a due comaschi. Parliamo del 53enne Marco Robustelli di Faloppio e del 55enne Severino Matteri di Garzeno L’accusa, rappresentata dal pm Daniela Moroni, aveva chiesto per il primo la condanna a dieci anni e per il secondo a otto anni. Richieste pesanti motivate dal fatto che nessuno dei due ha mai fatto il nome del rapinatore, ancora uccel di bosco. Così come non è stato mai ritrovato il malloppo pari a oltre 760mila fra euro e franchi.

Il difensore di entrambi i comaschi, l’avvocato Daniela Danieli di Como, per i suoi assistiti aveva chiesto l’assoluzione poiché gli unici elementi in mano all’accusa era la chiamata in correità della ‘talpa’, ossia un ex direttore dell’area tecnica delle slot machine, amico d’infanzia di Robustelli. L’ex dipendente del Casinò, il primo a finire in carcere e attualmente agli arresti domiciliari nel Comasco, dopo mesi di detenzione aveva deciso di collaborare con gli investigatori, chiamando in causa gli altri due. Assistito dagli avvocati Davide Giudice ed Edoardo Pacia di Como, la ‘talpa’ ha patteggiato 2 anni e 8 mesi. L’uomo, pur avendo incontrato due o tre volte il rapinatore, non è stato in grado di riconoscerlo dalle foto segnaletiche che gli erano state mostrate. Non si esclude perciò il fatto che possa essere un incensurato. Fatto sta che continua a essere a piede libero, forse con l’intero bottino.

Un anno fa la rapina al casinò di Campione

Il rapinatore, la mattina di un anno fa, attorno alle 7:00 era arrivato alla stanza del tesoro, dove due impiegati del casinò, come tutti i giorni, erano intenti a preparare le mazzette da consegnare all’apertura della casa da gioco ai cassieri. Una strada spalancata, senza ostacoli, grazie alla ‘talpa’.

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