Casinò, non pagabile debito di 48 milioni alla Regione

I 48 milioni di euro di debiti che il Casinò de la Vallée di Saint-Vincent ha nei confronti della Regione, tramite Finaosta, non saranno restituiti prima della conclusione del piano di concordato, fissata per il 2024. Questo emerge dai documenti relativi alla domanda di concordato, presentata al Tribunale di Aosta.

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Il Casinò ha considerato il debito “postergato” e cioè “non pagabile in sede di procedura”. In tal senso si è espressa anche la stessa finanziaria regionale che il 28 febbraio scorso “ha prestato il proprio consenso al trattamento postergato dell’intesa posizione debitoria in esame”.

Andrea Leonardi, presidente della Finaosta, ha commentato: “Mi riservo di leggere attentamente il concordato e i riflessi che può avere e quindi di discuterne nelle sedi opportune. Il nostro auspicio è che almeno per quanto riguarda il nostro specifico approvvigionamento di denari nei confronti della società Cva questo ci venga in qualche modo restituito, quanto alla postergazione noi abbiamo agito secondo le indicazioni che ci sono state poste”.

Debiti del casinò per oltre 81 milioni di euro

I debiti della Casinò de la Vallée spa ammontano a più di 81 milioni di euro, oltre a quelli con la Finaosta spa che non sono stati considerati nella procedura di concordato. È quanto emerge dalla documentazione presentata al Tribunale di Aosta.

Le voci principali riguardano le spese e i fondi relativi alla procedura di concordato preventivo (19,2 mln), i debiti verso le banche (16,3 mln di euro), il Tfr (11 mln), i debiti previdenziali (10,1 mln) e i debiti verso i fornitori (8,7 mln).

In realtà il debito effettivo che la società dovrà pagare ai creditori è di 68,8 milioni di euro. La riduzione dipende dal fatto che i crediti chirografari saranno pagati al 78 per cento e che alcune posizioni saranno gestite in continuità.

Conseguenze pesantissime con fallimento

“La soluzione liquidatoria porterebbe delle conseguenze pesantissime. È evidente che in tale situazione verrebbero sensibilmente ridotti gli attivi realizzabili, tanto che non potrebbero essere pagati nemmeno tutti i debiti verso i dipendenti”. Lo si legge nella domanda di concordato preventivo in continuità aziendale della Casinò de la Vallée spa firmata dall’amministratore unico della società, Filippo Rolando, e da tre avvocati dello studio legale Lca di Milano.

La soluzione liquidatoria comporterebbe, tra l’altro: l’interruzione della “garanzia per il futuro della generazione dei flussi di cassa di oltre 52 milioni di euro messi a disposizione dei creditori sociali”, “l’esondazione di oltre 400 lavoratori tuttora attivi e gli eventuali maggiori oneri, con gravissimi danni in termini economici e sociali nel territorio” e “la necessità di interrompere i rapporti con i fornitori, comportando con molta probabilità l’insorgere di cause per il risarcimento del danno”.

Inoltre sarebbe necessario “alienare rapidamente i cespiti immobiliari, con una minusvalenza di circa 7,9 milioni di euro rispetto al valore corrente “, e “dismettere velocemente i cespiti mobiliari con una potenziale minusvalenza rispetto a valore offerto nell’ambito della continuità aziendale per circa 4,5 milioni di euro”.

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