Campione, in centinaia al corteo a un anno dalla chiusura del casinò

Gli ex dipendenti del casinò di Campione d’Italia, accompagnati dai sindacati e dalla popolazione, hanno partecipato a un corteo per le vie del loro paese che voleva essere in pratica un funerale simbolico a un anno dalla chiusura del casinò. In centinaia hanno preso parte alla giornata nonostante il maltempo.

Un anno fa la chiusura del casinò di Campione

È passato un anno dal fallimento del Casinò di Campione d’Italia. La casa da gioco dell’enclave chiudeva i battenti il 27 luglio del 2018. La decisione di giudicare inefficace l’accordo di ristrutturazione del Casinò, presa dal commissario straordinario di liquidazione del Comune, ha messo fine ad un’era di prosperità per l’enclave italiana. E ha dato inizio a un periodo di insicurezza che dura tuttora. Un anno fa i commissari fallimentari si presentavano al casinò per apporre i sigilli e chiudere la casa da gioco per permettere di stilare l’inventario dei beni mobili di pertinenza del fallito.

Da allora si sono susseguite manifestazioni di protesta, cortei silenziosi per le vie di un paese che senza la sua principale fonte di sostentamento rischia il tracollo. Ma invano. La politica, nonostante i quasi cinque milioni di euro versati nelle casse comunali questo mese da Roma, è rimasta sostanzialmente a guardare. E dopo 365 giorni la situazione è ancora la stessa.

Gli ex dipendenti della casa da gioco, accompagnati dai sindacati e dalla popolazione, hanno allora deciso di scendere in piazza nuovamente. Una protesta che però difficilmente riporterà l’enclave italiana ai fasti del passato. Al momento nel Comune che si affaccia sul lago Ceresio si vive alla giornata, senza avere nessuna aspettativa concreta sul futuro. Il corteo che ha attraversato le vie di Campione, con soste davanti all’arco e alle porte della casa da gioco, ha voluto rappresentare una sorta di funerale del paese, abbandonato dalle istituzioni italiane.

Il disperato appello alla politica italiana

Ridateci la dignità“, “Avete lasciato indietro un intero paese“, “Ridateci il lavoro” erano gli slogan che si potevano leggere sugli striscioni esposti dai manifestanti. I commercianti e gli operatori economici hanno partecipato al lutto abbassando le serrande come forma di rispetto per una crisi che ha travolto un’intera comunità. I manifestanti rivolgono poi un ultimo e disperato appello alla politica: “Ad oggi nessun rappresentante del governo si è mai dimostrato di essere al nostro fianco. Campione d’Italia non può essere dimenticata“.

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