Casinò, al vaglio a Roma il piano per salvare Campione

Arriva a Roma il piano ‘salva Campione’. È infatti sul tavolo del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, la relazione tecnica redatta dal commissario straordinario Maurizio Bruschi per riaprire il casinò.

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La relazione al vaglio di Matteo Salvini

La relazione di venti pagine redatta da Bruschi ripercorre le fasi della crisi, la situazione attuale e le possibili soluzioni per far ricominciare l’attività della casa da gioco. Tra queste c’è il risanamento della Casinò Spa, che dovrebbe però modificare lo statuto e aprirsi a un partner pubblico, disposto ad offrire 50 milioni per risanare il debito.

Questa sembra essere la soluzione più facilmente attuabile anche se costosa. Il Governo potrebbe, infatti, arrivare al fallimento del casinò e creare una società ex novo. Tuttavia, a causa del regio decreto del 1933 qualsiasi ipotesi richiede il coinvolgimento dell’amministrazione. Si dovrà poi decidere il ruolo delle società private interessate alla gestione del casinò: i francesi di Propriétés eCo-Hpa Holding, una cordata cinese e una svizzero-tedesca.

Chiude intanto il Banco alimentare a Campione

Nel frattempo a Campione chiude il Banco alimentare, iniziativa di volontariato che da alcuni mesi sosteneva 250 famiglie del paese. Il servizio, vicino agli ex lavoratori della casa da gioco e agli anziani con le pensioni tagliate, finirà per protesta alla fine di luglio.

La volontaria Rosi Bianchi dice. “Chiudiamo perché Campione d’Italia è ignorata da tutti ed è venuto il momento di dire basta. Bisogna protestare, la gente cominci a bussare alla porta del Comune, chieda allo Stato, agli enti che dovrebbero garantire i diritti essenziali anche alla nostra comunità. Il nostro banco altrimenti finisce per diventare una scusa, serve solo da cuscinetto, media una crisi che ha distrutto un paese assai speciale da ormai un anno“.

Nell’immaginario di tutti un abitante di Campione d’Italia non ha certo bisogno del banco alimentare. Ma la realtà è cambiata di recente.

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