Cardani (Agcom) risponde a Di Maio: “Mandato già scaduto, confrontarsi nel merito”

Il presidente dell’AGCOM Cardani replica agli attacchi del vicepremier Di Maio in merito alle linee guida sul gioco d’azzardo: “Prima di insultare l’Autorità il ministro Di Maio avrebbe dovuto confrontarsi nel merito ed eventualmente collaborare nell’interpretazione dei contenuti della legge. L’Agcom è un organismo politicamente indipendente e dotato di propria autonomia decisionale: non può essere considerato un ufficio di diretta collaborazione di un ministro“.

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La replica di Cardani al ministro Di Maio

Non si è fatta attendere la replica di Cardani al ministro Luigi Di Maio che accusava di rimuovere i vertici dell’authority per aver annacquato il divieto di pubblicità ai giochi d’azzardo. Cardani ha sottolineato come l’Agcom sia “un organismo indipendente – innanzitutto dal potere politico – dotato di propria autonomia decisionale, e non può essere considerato un ufficio di diretta collaborazione di un ministro”.

Nella lunga nota, il presidente dell’Agcom si è rivolto direttamente a Di Maio: “Prima di insultare l’Autorità il ministro avrebbe dovuto confrontarsi nel merito ed eventualmente collaborare nell’interpretazione dei contenuti della legge”.

A sentire Cardani, “le parole di Di Maio, lanciate su un social network, seppure per rivolgere da ministro critiche ad un’istituzione indipendente, risultano completamente distorsive del lavoro dell’Autorità, che ha provato in primo luogo a tenere insieme e dare un senso a differenti disposizioni di legge, sforzandosi di rendere efficace il divieto introdotto dall’art. 9 del d.l. n. 87/2018, anche attraverso una proficua interlocuzione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per poi segnalare, come è accaduto in tante altre occasioni, le difficoltà di coordinamento che impediscono una piena applicazione del divieto di pubblicità nel settore”.

Nel prosieguo del comunicato, l’accusa di Cardani diventa ancora più pesante: “Spiace che il ministro dello Sviluppo economico utilizzi l’Autorità e il suo operato per lanciare messaggi politici e personali”. Quanto alla “richiesta di dimissioni dei vertici dell’Autorità, oltre a richiamare la terzietà in difesa dell’indipendenza – ha spiegato Cardani – vorrei ricordare al ministro che il Consiglio dell’Autorità è scaduto – dopo sette anni – il 24 luglio e, in questa fase di prorogatio necessaria alla continuità dell’esercizio delle funzioni di garanzia, sta sopperendo all’inazione del Parlamento e del governo nelle nomine del nuovo vertice, continuando a prestare il proprio servizio al Paese.

L’Agcom – ha concluso il presidente – è una istituzione di garanzia di tutti i cittadini italiani, i cui criteri di selezione delle competenze e nomina dei vertici attraverso l’azione parlamentare rispondono all’esigenza di rappresentare in modo ampio e corretto la collettività e non singoli interessi”.

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