Emilia Romagna, come cambia il gaming con la conferma di Bonaccini?

Stefano Bonaccini è rimasto in carica come governatore dell’Emilia Romagna dopo aver vinto le elezioni. Una notizia tutt’altro che positiva per il gioco d’azzardo in una delle regioni più ricche d’Italia.

Dopo la conclusione della tornata elettorale, l’Emilia Romagna è rimasta in un certo senso all’antico. Sarà ancora Stefano Bonaccini a governare la regione per i prossimi cinque anni, prolungando il mandato scaduto con le elezioni di ieri. Alla fine, è caduta l’altra candidata per la poltrona, la leghista Lucia Borgonzoni.

Ma come si evolverà il settore del gioco d’azzardo in Emilia Romagna? In realtà, dopo gli ultimi provvedimenti durante lo scorso mandato del governatore, le cose non potrebbero andare bene. Anche perchè è stata approvata alcuni mesi fa una Legge Regionale molto restrittiva nei confronti di chi gestisce sale e apparecchi da gioco.

La situazione in Emilia Romagna con Bonaccini

In particolare, sono stati imposti dei limiti sia negli orari che a livello logistico per le sale da gioco. In particolare il cosiddetto distanziometro prevede che gli apparecchi funzionanti siano disposti ad almeno 500 metri dai luoghi sensibili. Tra essi rientrano in particolare scuole, chiese e oratori e la distanza è calcolata in base al percorso pedonale più breve.

A proposito di orari, invece, è stato anticipato di un’ora lo stop al funzionamento di slot machine e affini. Si tratta comunque di una legge che si applica in particolare alle nuove aperture di sale e ai nuovi apparecchi installati. Per quanto riguarda le sale già esistenti, invece, non sarà possibile aggiungere nuovi totem.

Con questo provvedimento si prevede un brusco calo nella presenza di sale da gioco in Emilia Romagna. In questa regione, il gioco d’azzardo dà lavoro a oltre 5mila persone e non sono bastate diverse manifestazioni per cambiare le cose. In tal senso, Agimeg ha sentito Domenico Distante.

Il presidente di Sapar (Associazione Servizi Apparecchi per Pubblicità Attrazioni Ricreative) confida nel buon senso da parte di Bonaccini. “Spero che ora Bonaccini, dopo aver vinto le elezioni, possa confrontarsi nuovamente con il settore e comprendere che la legge regionale in materia di gioco è sbagliata e va a colpire quelle piccole e medie imprese che operano da decenni sul territorio, con serie ricadute occupazionali. Auguriamo che prevalga il confronto e il buon senso, la politica dovrebbe evitare battaglie ideologiche e divieti a prescindere. Chi giocava precedentemente continua a giocare, ma su canali illegali. A dimostrazione di come la norma in vigore vada modificata, non avendo risolto il problema che voleva combattere“.

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