Coronavirus, il mondo del gioco d’azzardo rischia grandi perdite

Il Coronavirus rischia di causare grandi problemi al mondo del gioco d’azzardo. In particolare per quanto riguarda le perdite causate dalla diminuzione di affuenza nelle case da gioco.

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Una ricerca condotta da un noto istituto di ricerca internazionale ha reso nota questa statistica. Si parla di una perdita che potrebbe aggirarsi intorno all’8% dei ricavi in tutto il 2020. Si tratterebbe della seconda volta negli ultimi venti anni in cui il mercato del gioco subirebbe una tale battuta di arresto.

Questa perdita sarebbe causata per larga parte dalla diffusione del Coronavirus. E in particolare sarà il mercato cinese a dare la parte più grande di questo calo nei dati di affluenza nei casinò. Ma se ai tempi della diffusione della Sars la Cina aveva subìto grossi danni e non rappresentava una fetta così grande del mercato mondiale, ora ci aggiriamo intorno al 16% dell’indotto totale.

Casinò falcidiati dal Coronavirus

Siamo passati dai 9 miliardi di dollari ricavati circa venti anni fa, agli attuali 71 miliardi. Il mercato del gioco d’azzardo avrebbe dovuto raggiungere quota 475 miliardi di dollari di ricavo nel 2020. In questo momento si parla di cifre molto vicine a quelle del 2018, quando i ricavi dei casinò sono stati fissati a quota 452 miliardi.

Per il momento, dunque, la flessione si aggira di poco sotto al 5% dei ricavi su scala mondiale. Ma bisognerà capire la reazione del mercato del gaming nel caso in cui dovesse esserci un allargamento dell’epidemia. In tal caso, la percentuale nella perdita dei ricavi aumenterebbe per un ulteriore 3%, portandosi dunque all’8% di cui sopra.

Con questa eventuale nuova contrazione, inoltre, i ricavi scenderebbero tra i 430 e i 440 miliardi. Ma ovviamente, se il mercato “live” subirà degli effetti negativi, ci sarebbe un contraltare sul piano dell’online. La sua quota di mercato, infatti, potrebbe salire tra il 13,7 e il 14,7% nel corso del 2020.

Nella seconda parte dell’anno questa percentuale potrebbe anche salire ben oltre il 15%. In ogni caso, questa quota potrebbe essere condizionata da altri effetti collaterali della diffusione del Coronavirus. Ad esempio l’eventuale annullamento di eventi sportivi, come nel caso di gare motoristiche rinviate a data da destinarsi.

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